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Mestre: Dopo anni e anni di targhe alterne che hanno comportato enormi disagi a carico dei cittadini, dei lavoratori e delle famiglie, la Provincia di Venezia fa una clamorosa marcia indietro ammettendo finalmente, ma con troppo ritardo, che i vari provvedimenti di restrizione del traffico urbano non sono serviti a nulla. La cosa peggiore è che lo sapevano fin dall'inizio: "Fin dall'inizio sapevamo che un provvedimento del genere ha effetti solo se è esteso a tutta la Pianura Padana: attuare blocchi minimi del traffico in una zona non porta praticamente a nulla o comunque, incide talmente poco che non ha senso...." (dichiarazione dell'Assessore provinciale al Gazzettino del 9/4/08). Invece sempre dal gazzettino del 26/10/2006 intervista allo stesso Assessore: "Venezia è rimasta sola tra le province del Veneto ad adottare le targhe alterne, unitamente allo stop alle auto non catalizzate 5 giorni la settimana: non vi sentite isolati in questo contesto? “No. Dimostra semmai una maggiore sensibilità nell’intervenire a tutela della salute pubblica, un senso di responsabilità che prevale su qualsiasi altra considerazione, come quella di assumere provvedimenti impopolari. Secondo me è un atteggiamento premiante, perché alla fine il cittadino, pur chiamato a fare dei sacrifici, capisce che è fatto soprattutto a tutela sua e della sua salute. Tanto è vero che ora l’atteggiamento della gente è cambiato e protesta molto meno. E comunque meglio soli che male accompagnati”. In realtà tutti erano coscienti che non era certamente il traffico urbano il principale responsabile dell'inquinamento di Mestre, lo aveva già detto e ripetuto l'ARPAV in maniera inequivocabile, indicando che il traffico nella città di Mestre incide in minima parte (17% compreso il traffico in tangenziale) mentre ben diverse sono le principali fonti di inquinamento che incidono per l'83%: impianti di riscaldamento, industrie, attività produttive, Porto, ecc. La Casa del Consumatore di Venezia ritiene che sia ormai urgente affrontare seriamente il problema dell'inquinamento con una politica seria e credibile che vada ad incidere su quelle che sono le fonti davvero rilevanti, attraverso:
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